LA DOGANA D'ACQUA
Dove il fiume era città

Prima dei muraglioni costruiti dopo la grande piena del 1882, l'Adige era parte viva di Verona. Lungo le sue rive ormeggiavano le barche cariche di vino, di legna, di sale e di racconti.
La Dogana d'Acqua era il punto in cui la città incontrava il fiume: merci registrate, voci che si intrecciavano in mille dialetti, mercanti che si fermavano per un bicchiere prima di ripartire.
VERONA FLUVIALE
Una città che respirava con l'acqua

Le rive erano vive: lavandaie, barcaioli, osterie frequentate da forestieri e fuochi accesi prima dell'alba. La sera, dalle finestre basse dei piani terra, usciva l'odore del pane e del vino versato.
"L'Adige portava merci e portava parole. Tutto, prima o poi, passava da qui."
MEMORIA DEL LUOGO
Tracce del tempo

Le pietre dell'arco, il legno della porta, le travi del soffitto: ogni elemento dell'Osteria conserva qualcosa di ciò che è stato. Una presenza discreta che continua a far parte della vita della città e dei gesti quotidiani di questo luogo. Oggi, come allora, qui si arriva per fermarsi un momento. E spesso si finisce per restare un po' oltre il previsto.









